Sport Club Marsala s.s.d. a r.l. 1912

1912

Lo Squadrone di Lerici: Il leggendario Marsala del 1956/57 allenato da Roberto Lerici che vinse il campionato di IV Serie Girone H mancando per un soffio, al termine delle estenuanti finali, la promozione in Serie C nazionale. Da sinistra in piedi: Bradaschia, Lerici, Russo, De Corte, Travagini, Marini; accosciati il massaggiatore Gennarino, Ferrara, Meroni, Bruna, Vergazzola e Orzan. Dei titolari mancano Panzani e Bevilacqua.

      

Informazioni aggiuntive

Società

Sport Club Marsala s.s.d. a r.l. 1912

Anno fondazione

1912

Sede

Via Itria 88/B

CAP

91025

Città

Marsala

Provincia

TP

Regione

Sicilia

Telefono Società

328.4011199

Fax

0923.952080

E-mail Società

scmarsala1912@gmail.com

Numero soci

11

Numero tesserati

185

FSN/DSA/EPS

FIGC

Discipline

calcio

Impianti

Stadio Comunale – Nino Lombardo Angotta

Colori sociali

bianco-azzurro

Affiliato UNASCI

SI

Affiliata UNASCI negli anni

2015, 2016, 2017

Pagamenti

, ,

Presidente

Giuseppe Bonafede

Telefono Presidente

331.9943487

Lo Sport Club Marsala – anche se non sono giunti a noi documenti scritti – è stato fondato nel 1912, quasi certamente nel lasso di tempo fra i primi derbies con la Pro Trapani, la squadra del capoluogo, disputati appunto il 7 gennaio ed il 12 maggio 1912.
I primi elementi, gli attrezzi e le regole del nuovo gioco erano stati portati a Capo Boeo dai numerosi commercianti e tecnici inglesi venuti ad impiantare e ed alimentare l’industria del vino Marsala e la sua commercializzazione.
Quasi certamente la società fu chiamata, “Marsala Football Club” (o Lilibaeum Foot Club)”, secondo la moda inglese. Come inglese ne fu anche il primo presidente, Sir Enrico Clark, amministratore dello stabilimento vinicolo Ingham. Allenatore e direttore tecnico fu un altro inglese, Raffaele White. La squadra aveva anche altri cittadini d’Albione come il portiere Felice Andersson, il centro-mediano Gerardo Thompson ed il mediano Fitzgerald.
Ma numerosi erano già i marsalesi subito appassionatisi al nuovo gioco come Masino Curatolo, Vito Cappitelli, Giuseppe Marino, Nino La Cavera, Bernardo Bertolino, Vincenzo Martinez, Ettore e Di Stefano.
Il primo terreno di gioco fu quello del Piazzale dei Mille, ma presto si giocò anche su una spianata appena fuori da Porta Nuova.
Giacomo Fici Curatolo fu il primo presidente italiano dello Sport Club.
Nei primi anni di vita la società disputò solo partite amichevoli con le squadre delle città vicine, solo nel 1930/31 disputò un torneo federale, quello di 3^ divisione (l’anno prima si era iscritto ritirandosi prima del via), concluso al secondo posto, poco dopo la costruzione di un campo in via dello Sbarco, a poche decine di metri dal porto.
L’anno successivo il Marsala iniziò il torneo di 2^ divisione ma si fermò dopo sole tre giornate, per mancanza di risorse.
Dopo tre tornei di 1^ divisone (dal 1939 al 1942) troviamo il Marsala col nome di Marinai d’Italia in un campionato di Serie C girone N finito al 7° posto e successivamente in lizza in un paio di campionati di guerra contraddistinti da una notevole discontinuità.
L’attività regolare riprende dopo la 2^ guerra mondiale con la partecipazione a due campionati di Serie C Girone Sud e ad un campionato di Promozione (Girone 0) vinto nel 1948/49 sotto la guida di Peppino Cutrera.
Il Marsala, promosso, disputa alcuni campionati di C senza grandi risultati. La società è guidata da facoltosi e volenterosi imprenditori locali non in grado di assicurare una notevole continuità.
Rischia addirittura di scomparire quando spunta – quasi trascinato a furor di popolo – un abile e scaltro professore col pallino della politica, Nino Lombardo Angotta, che le fa vivere, con una conduzione disinvolta fin quasi ai limiti dell’incoscienza, un decennio di splendore. E che riesce addirittura a costruire (1956) l’attuale stadio (a lui intestato) sfruttando dei fondi regionali destinati ai cantieri scuola.
Con la squadra più forte della sua storia (guidata dal futuro “Seminatore d’Oro” Roberto Lerici) il Marsala vince il campionato di Serie D e la prima fase delle finali mancando beffardamente l‘accesso alla Serie C nel 1956/57 e sfiora la promozione in B nel 1959/60, sotto la guida di Enzo Bellini, quando finisce seconda alle spalle del Foggia di Oronzo Pugliese.
Dopo l’uscita di scena di Nino Lombardo Angotta, che preferì dedicarsi alla sua carriera di preside, si sono succeduti una serie di presidenti con alterne fortune: Gandolfo, Ferrauto, Consentino, Sardo, Calamia, Pietro Scimemi (con un campionato di Serie D vinto dopo spareggio nel 1967/68), D’Asta, e De Vincenzi.
Un sussulto cercarono di dare Silvano Lombardo (presidente in due fasi) e l’industriale ed ex arbitro Ernesto Figuccia. Lombardo riportò il Marsala in C1 nel 1972/73 sotto la guida di Matteucci, e dopo lo sfortunato triennio di Figuccia, ed un secondo ciclo legato a Silvano Lombardo (unico raggio di sole, seppur abbagliante, la conquista dello scudetto Categoria ”Berretti” – Serie C conquistato nel 1977/78), la società fu salvata dall’avvento della famiglia Giacomarro, ma la squadra imboccò una china negativa (con tre retrocessioni consecutive) che si arrestò solo alla 1^ categoria del campionato dilettanti.
Seguirono la fusione con la Pro Marsala ed altri campionati alla ricerca dell’assetto giusto, ma ricchi di alti e bassi.
Chirco, Licari (sostenuti dal senatore Pietro Pizzo), quindi Diego Maggio e Leo Mannone guidarono la squadra con alti e bassi difficilmente controllabili. I momento migliori il successo nel campionato di LDN 1994/95 (Diego Maggio con Buccilli in panchina) e quello di C2 1997/98 (Leo Mannone con Morgia in panchina).
Le note più liete la scoperta e la valorizzazione di Marco Materazzi e del giovanissimo Patrice Evra.
Dopo la partenza di Massimo Morgia e del suo staff verso un più affidabile Palermo ed un tentativo di scalata da parte di una cordata di pseudo-ungheresi (che si trinceravano sotto il nome dell’ignaro Giorgio Chinaglia ma dietro i quali pare ci fosse la criminalità organizzata campana) la società incappò in un imprevisto fallimento e riprese dalla 1^ categoria dilettanti.
Il Marsala dovette così abbandonare la serie C1 per andare a giocare nell’Eccellenza Siciliana.
I tormenti non erano finiti.
Ad un certo punto spuntò un sedicente imprenditore palermitano, tale Barreca, che, acquistato il titolo sportivo dal Don Bosco Partinico, incantò con le sue chiacchiere vecchi dirigenti e politici sprovveduti e lasciò la squadra di punto in bianco senza iscriverla al campionato 2005.
A quel punto, un gruppo di imprenditori guidati dall’Avv. Salvatore Giacalone è riuscito ad acquistare dal curatore fallimentare il vecchio marchio che ne ha garantito la continuità, e – dopo una proficua fusione col Kennedy Birgi – ha dato inizio ad una faticosa risalita.
Pur fra mille contrattempi, grazie all’avvento prima della famiglia Gerardi ed infine dell’ambizioso industriale dolciario Luigi Vinci, la squadra è riuscita infine a riguadagnare la Serie D al termine del campionato 2014- 2015 ed a darsi una stabilità che le permette di puntare ad obbiettivi ancora più ambiziosi.
Nel 2015 vince la Coppa Italia Dilettanti Sicilia e partecipa alla fase a gironi di Coppa Italia Dilettanti.
Nel campionato 2015-2016 conclude al 15° nel girone I di Serie D e viene retrocesso in Eccellenza dopo i play-out con la Palmese.
Nel palmares del Marsala, oltre allo scudetto Berretti/C del 1978 e alla Coppa Italia/Eccellenza Sicilia del 2015, ci sono dieci campionati vinti: uno di C2, tre di Serie D, uno di C.N.D., uno di Eccellenza, uno di Promozione, due di 1^ categoria, uno di 2^ categoria.