Moto Club Como a.s.d.

1903

1913: Gara Como-Brunate. In linea per le 750 cc. (da sin.): Pietro Pietrasanta su Tort, Vittorio Grignani su Fongri, Antonio Gaffuri di Como su Ariel, Gino Magnani su Della Ferrara. Il primo in piedi a destra è Cesare Camocini.

      

Informazioni aggiuntive

Società

Moto Club Como a.s.d.

Anno fondazione

1903

Sede

Via Briantea 23

CAP

22100

Città

Como

Provincia

CO

Regione

Lombardia

Telefono Società

031.308256

Fax

031.3371740

Numero soci

450

Numero tesserati

450

FSN/DSA/EPS

FMI

Discipline

cross, motociclismo di velocità, raduni e staffetta per i ciclisti, trial

Colori sociali

nero con bordo verde

Affiliato UNASCI

SI

Affiliata UNASCI negli anni

2011

Pagamenti

Stella d'oro

SI

Anno Stella d'oro

1972

Presidente

Angelo Tenconi

Telefono Presidente

031.3371740

Lo storico Caffè Cova ha resistito in piazza Vittoria a Como fino a una decina di anni fa: fu proprio lì che in una tiepida domenica alla vigilia dell’estate, il 14 giugno 1903, nacque il primo Moto Club d’Italia. Non si trattava di un momento molto felice per questo mezzo, né in Italia in generale né a Como, dove era ancora viva una protesta di numerosi cittadini pubblicata sui giornali locali per l’alta velocità con cui automobili e motociclette sfrecciavano per le vie popolose della zona di via Milano. E le cose non migliorarono a Ferragosto, quando un tragico incidente sulla pista del ciclodromo di Cernobbio provocò la morte di Pietro Muscionico, schiantatosi contro un palo a bordo del tracciato. Era proprio su quella pista che avevano fatto la loro prima apparizione tre anni prima le moto, a margine di una gara ciclistica, con Paolo Franchini, capostipite della Fiat Franchini.
In tre anni le fila dei comaschi in moto si ingossarono, e visto che non passava domenica in cui non si andasse in giro sulle polverose strade di allora, nacque la necessità di fondare un’associazione motociclistica.
In quel 14 giugno 1903 furono 17 i fondatori che stesero il primo Statuto del Moto Club Como ed elessero come primo presidente Oreste Veronelli.
Sbolliti i furori popolari per l’incidente di Muscionico, le attività dei motociclisti comaschi cominciarono suscitare interesse, con Franchini che stabilì un record con la sua Turkheimer salendo da Varese al Sacro Monte.
Il Moto Club Como diede vita alla prima delle sue creazioni agonistiche, la Como-Brunate, una delle prime corse in salita della storia, che si effetuò il 24 aprile 1905, occupando le cronache sportive nazionali sino al 1930, allungando il percorso sino a San Maurizio. Nell’Albo d’Oro della corsa hanno scritto i loro nomi personaggi importanti come i comaschi Luigi Pedraglio, Carlo Pusterla, Francesco Marinoni, Eraldo Marcoli, i famosissimi Felice Rigat, Pietro Bordino ed Erminio Visioli.
Nel 1922 invece si corse la prima edizione della cronoscalata più lunga d’Europa, la Cernobbio-Bisbino, di 17 km, effettuata la prima volta il 27 agosto con vittoria di Visioli sulla Harley Davidson 1000 in 18’45” alla media di 54,400 km orari. Visioli si ripetè nel 1923 e nel 1924, poi la manifestazione subì una pausa sino al 1931, con vittoria di Mario Colombo su Sunbeam 500cc in 16’44”1 alla media dei 60,950 km orari.
Nel 1932 il successo andò a Gino Crugnola su Sunbeam 500cc e nel 1933 toccò alle 350cc avere l’onore del miglior tempo, con Aldo Pigorini su Velocette in 16’36”2. La gara subì una nuova interruzione e riprese nel 1953 e 1954, poi nuovo stop e ripresa dal 1960 al 1967, divenendo prova del campionato Italiano. Le ultime due edizioni, nel 1969 e nel 1971 furono anche prove del campionato Europeo di specialità.
Tra i partecipanti eccellenti si ricordano Giacomo Agostini 2° nella 175cc nel 1963, Amilcare Ballestrieri 2° nella 250cc nel 1964 e 1965, Roberto Gallina 2° nella 175cc nel 1961, Nello Pagani 1° nella 175cc nel 1931 e 1933, Pierpaolo Bianchi 1° nella 50cc nel 1971, Tino Brenni 2° nella 500cc nel 1966, Otello Buscherini 3° nella 60cc nel 1969, Franco Martinel 3° nella 250cc nel 1964 e 1966, 2° nel 1967 nella 250cc e 2° nel sidecar nel 1969, Giuseppe Romairone 2° in 250cc nel 1969, 3° nell’Europeo del 1969 in 250cc e 2° nella 250cc nel 1971.
La manifestazione fu ripristinata nel 2003 per una rievocazione storica in occasione dei festeggiamenti del centenario del Moto Club Como, l’8 giugno e poi riproposta anche negli anni successivi. Un’occasione molto particolare per il presidente Angelo Tenconi (in carica dal 1982), che di quella manifestazione detiene i primati assoluti: 10 vittorie di classe nella 250cc e 5 vittorie assolute, con i record del tracciato sia sui 17 km in 13'049 alla media dei 77,971 km/h nel 1967 e sui 14,500 (partenza da Crotto Polirolo) in 12’18”4 alla media di 70,693, sempre sulla sua Aermacchi Ala d’Oro. Tenconi nella sua carriera è stato sei volte campione Europeo e sette volte campione Italiano della salita.
Altri fuoriclasse del Moto Club Como hanno fatto parlare di sé ovunque: Gianni Leoni annoverava tra le sue molteplici vittorie la Coppa delle Nazioni a Monza nel 1948 e 1949, perdendo poi tragicamente la vita a Belfast nel 1951. Stesso destino di Renato Magi lo stesso anno, per lui che vantava tra gli allori anche una Milano – Taranto.
Un’altra invenzione del Moto Club Como arrivò nel 1924: il cross country su percorsi fuoristrada con l’attraversamento del torrente Cosia in piazza Giulio Cesare (allora a cielo aperto), molti anni prima della nascita del trial in Gran Bretagna.
Nel 1927 ci fu l’ingresso in pista, sull’anello in cemento dello Stadio Sinigaglia, per le gare di inseguimento, delle quali fu per anni protagonista Fiorenzo Tagliabue (anche lui poi presidente del Moto Club Como dal 1952 al 1961).
L’ultima grande serie spettacolare è stata nel secondo dopoguerra il Circuito Cittadino di velocità.
Un’altra gara storica riproposta nelle rievocazioni per il centenario del 2003 è stato il Circuito del Lario, che si corse tra il 1921 e il 1939, che divenne l’Università del motociclismo, entrando nella storia delle due ruote motorizzate come il corrispettivo italiano del Tourist Trophy anglosassone, tanto da richiamare molti campioni da tutta Europa e oltre centomila spettatori per ogni edizione. La gara si snodava sul Triangolo Lariano, sei giri di 36,5 km tra lago e montagna, per un percorso di 219 km con partenza e arrivo lungo il rettilineo della chiesa di Sant’Alessandro a Lasnigo.