A. S. D. Canottieri Trieste

1896

Camillo Picciola, socio fondatore del Rowing Club Triestino, oggi Canottieri Trieste.

      

Informazioni aggiuntive

Società

A. S. D. Canottieri Trieste

Anno fondazione

1896

Sede

Pontile Istria 4

CAP

34123

Città

Trieste

Provincia

TS

Regione

Friuli Venezia Giulia

Telefono Società

040.306000

Fax

040.3221068

E-mail Società

info@canottieritrieste.it

Numero soci

283

Numero tesserati

251

FSN/DSA/EPS

FIC

Discipline

canottaggio

Impianti

n. 1 palestra e spogliatoi

Affiliato UNASCI

SI

Affiliata UNASCI negli anni

2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019

Pagamenti

, , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Stella d'oro

SI

Anno Stella d'oro

1982

Presidente

Riccardo Zaccaria

Socio fondatore

SI

Socio fedele

SI

La Società Canottieri Trieste fu fondata il 13 giugno 1896 e si chiamò, in quel tempo, il Rowing Club Triestino, con l’impegno tramandato dai fondatori di cambiarlo quando Trieste fosse diventata italiana.
Ebbe come primo presidente Camillo Picciola che, oltre ad aver ideato e realizzato questo circolo di attività remiera, lasciò anche in eredità una tradizione patriottica.
Ci furono delle difficoltà per l’approvazione della bandiera sociale: il dardo rosso in campo nero suscitava nelle autorità austroungariche il sospetto di un simbolo di ribellione, come in effetti era, e voleva significare il bagliore dell’italianità nel periodo oscuro della denominazione straniera.
Tuttavia il presidente aggirò l’ostacolo e la presentò come simbolo della velocità della luce che lascia dietro di sé il buio. E la bandiera venne approvata.
Per i colori sociali vennero scelti il bianco ed il nero. La prima sede fu un barcone ormeggiato al molo della Lanterna, nel bacino della Sacchetta.
Ottenuta in seguito la concessione di uno spiazzo sul molo stesso, la sede fu costruita in muratura. La sua inaugurazione avvenne il 13 giugno 1897.
Nel 1908 l’assemblea dei soci decise la costruzione di un pontone da attraccare al molo Sartorio, sempre nello stesso bacino. Il progetto fu elaborato dall’allora presidente Andrea Ghira, che nel frattempo era succeduto a Camillo Picciola, acclamato presidente onorario, ed il 4 settembre 1909 la nuova canottiera galleggiante raggiunse la sua sede.
Terzo presidente fu dal 1912 al 1920 Mario Anninger: era il diffìcile periodo della prima Guerra Mondiale. Durante il conflitto, dei 102 soci, 31 si arruolarono volontari nell’esercito italiano e 7 morirono in azioni di guerra per la redenzione di Trieste.
Nel 1920 venne eletto alla carica di presidente, che resse per ben 55 anni, Giorgio Amodeo.Durante la sua presidenza fu ventilata l’idea di costruire un pontile sul quale edificare una sede in muratura. Al progetto si associarono le altre tré società della Sacchetta: Società Triestina Canottieri Adria, Società Ginnastica Triestina e la Società Triestina della Vela. A pochi mesi dall’inizio dei lavori di costruzione del pontile, nella notte fra 1′ 1 e il 2 febbraio 1954, a causa di un fortunale di bora, la sede galleggiante affondò. L’attività sociale venne svolta nelle altre società remiere cittadine che tutte avevano offerto ospitalità con encomiabile spirito di solidarietà.
Finalmente il 22 gennaio 1956 le nuove sedi delle società della Sacchetta furono inaugurate; al presidente Giorgio Amodeo toccò l’onore di tenere il discorso inaugurale.
Alla fine dell’aprile 1976, al congresso annuale dei soci Giorgio Amodeo espresse il suo desiderio di essere esonerato dall’incarico.Fu acclamato presidente onorario.
Subentrò alla guida della società Castone Rocco che, come i presidenti che l’avevano preceduto, profuse le sue energie perché la società potesse adeguarsi alle esigenze contingenti.
Nel 1983 alla Canottieri Trieste venne concessa dal C.O.N.L, su proposta della FI.C. la Stella d’Oro al Merito Sportivo, lusinghiero riconoscimento, accolto con grande soddisfazione da tutti i soci.
Nel 1989 il presidente Rocco venne richiesto dalla F.I.C. a ricoprire la carica di revisore dei conti. Poiché le due cariche erano incompatibili, egli rassegnò le dimissioni, confortato dal fatto di continuare ad essere comunque utile alla società.
Fu acclamato presidente onorario da parte del congresso che elesse allora Enzo Speri il quale, alla fine del primo anno dovette rassegnare le dimissioni e per motivi di lavoro si trasferì a Genova. Dal 1990 la Canottieri Trieste fu guidata da Valeriane Pantalisse nella scia della migliore tradizione per quel che riguardava migliorie ed il comfort della società. A lui spettò l’onere e l’onore di organizzare le manifestazioni del centenario.
Il congresso, nell’aprile 2001, nell’acclamare presidente onorario Valeriane Pantalisse, elesse a reggere le sorti della società Giorgio Favento.
Campionati d’Italia conquistati: 1925 singolo seniores, 1900 e 1928 singolo juniores, 1938 canoe a due vogatori, 1949 e 1950 quattro senza timoniere juniores, 1955 due di coppia juniores e canoe a due vogatori, 1957 canoe a un vogatore, 1958 canoe a un vogatore e singolo juniores, 1984 K4 ragazzi. Il turismo nautico a remi si è sospinto fino a Zara, Venezia, Mantova, Riviera del Garda, Torino, ma anche memorabile su tutti rimane il raid Trieste-Lago Maggiore-Locamo-Lugano-Lago di Como-Adda-Trieste.
Tra gli innumerevoli soci che si sono distinti e si distinguono tuttora per meriti umani, civili, patriottici o sportivi è un vanto per la società aver annoverato anche i nomi di Amedeo di Savoia Duca d’Aosta e di Gabriele d’Annunzio, il quale nel 1922 a Salò donò alla società una sua fotografìa sulla quale aveva vergato il proprio pugno il motto “In silentio et ope fortitudo mea”